"L'era dell'AI premierà l'imprenditorialità". Sembra un ossimoro, eppure racchiude il senso del Nuovo Umanesimo, filo conduttore di W-ine in Tour 2026: un modello in cui l'intelligenza artificiale amplia le possibilità delle imprese, riportando al centro creatività, intuizione e visione imprenditoriale.

Andrebbe annoverato tra le sette meraviglie del mondo, il vino italiano. Se non altro per lo straordinario patrimonio di competenze, territori e tradizioni che custodisce. Ma come valorizzare questa eredità in un mondo in cui mercati, tecnologie e consumatori cambiano sempre più rapidamente?
Da questa domanda è partita la tappa milanese di W-ine in Tour 2026, il roadshow promosso da W-ine, brand di W Executive specializzato in head hunting per il settore vitivinicolo, ospitato il 7 ottobre a Palazzo Bocconi.
Un confronto tra imprenditori, CEO e manager, guidato da Gabriele Mazzi di Banfi, sulle nuove leve della competitività: AI, modelli organizzativi, consumatori, aggregazione e capitale umano.
"L'era dell'AI premierà l'imprenditorialità". Con questa riflessione Giorgio Putignano, National Practice Leader di W-ine, ha aperto il dibattito, invitando a guardare alla frammentazione del settore come a una possibile opportunità.
L'AI rende accessibili anche alle PMI strumenti e competenze un tempo riservati alle grandi imprese. La loro agilità può diventare un vantaggio competitivo, a patto di superare le rigidità organizzative e valorizzare iniziativa e responsabilità delle persone.
Il vino italiano conosce profondamente sé stesso. Ma quanto conosce i propri consumatori?
Igor Boccardo, CEO di Leone Alato, ha richiamato l'attenzione sulle nuove generazioni e sull'evoluzione delle abitudini di consumo. Salvatore Li Petri di Cantine Ermes ha ricordato come l'ascolto del mercato abbia contribuito, trentacinque anni fa, al rinnovamento della vitivinicoltura siciliana.
Oggi dati e tecnologie offrono nuove possibilità per comprendere le aspettative dei consumatori e orientare l'innovazione.
In un settore frammentato, collaborare può diventare una necessità strategica. Per Alberto Lusini, CEO di Angelini Wine Estate, l'aggregazione commerciale permette di condividere investimenti, migliorare l'accesso ai mercati e preservare la marginalità senza rinunciare all'identità aziendale.
Ma sono anche i talenti a generare crescita: una persona di valore può innescare processi di innovazione capaci di trasformare un'organizzazione.
L'intelligenza artificiale elabora dati e individua scenari probabili. Ma chi immagina ciò che ancora non esiste?
Paola Pomi, CEO di Sinfo One, l'ha definita un'intelligenza "aliena", evidenziando il rischio di omologazione in un settore che fonda il proprio valore sull'unicità.
Il giudizio umano resta quindi centrale, mentre i dati diventano strumenti per conoscere meglio il mercato, come illustrato da Marco Fregonese, CEO di Vinhood.
Cambiare senza smarrire ciò che ci rende unici. È il messaggio di Nicole Vezzola di Costaripa, che ha richiamato anche un elemento fondamentale: l'entusiasmo.
"Dovremmo riaccendere il nostro entusiasmo per tornare a trasferirlo ai nostri giovani".
Una sfida che riguarda la capacità del settore di attrarre talenti e coinvolgere nuove generazioni.
Dalla leadership all'AI, dalla distribuzione ai consumatori, W-ine in Tour 2026 ha raccontato un settore chiamato a ripensare modelli, competenze e strategie.
Il Nuovo Umanesimo propone una competitività fondata sulla capacità di coniugare innovazione tecnologica e potenziale umano, valorizzando creatività, iniziativa e visione imprenditoriale.
La grande storia del vino italiano è stata scritta da generazioni di imprenditori, produttori e professionisti. Il prossimo capitolo richiederà nuove competenze, nuovi strumenti e il coraggio di ripensare modelli consolidati.
Senza dimenticare ciò che ha reso questa storia così straordinaria: le persone che l'hanno costruita.