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La formazione nel settore vitivinicolo è un treno in corsa: salirci ora o restare in banchina

Il settore vitivinicolo sta cambiando ritmo e la formazione è un treno in corsa. Abbiamo analizzato l’offerta italiana per capire se è davvero allineata alle esigenze di chi lavora nel wine business. I dati mostrano un gap che le aziende non possono più permettersi di ignorare.

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Il mondo del vino è cambiato, e continua a farlo a una velocità che lascia poco spazio all’attesa. E per chi vuole lavorare nel settore – o restarci in modo competitivo – è un treno che non aspetta.

Competitività internazionale, mercati sempre più complessi, nuovi modelli di business, pressione sui margini, sostenibilità, innovazione commerciale e organizzativa: oggi le aziende vitivinicole italiane si muovono in scenari inediti, dove la qualità del prodotto non basta più.

Eppure, dalla nostra esperienza diretta sul campo, c’è un paradosso che continua a emergere con forza: quando si parla di competitività nel settore vitivinicolo, il tema delle persone e delle competenze resta troppo spesso sullo sfondo.

Manager, professionisti, team commerciali e operations sono chiamati ogni giorno a prendere decisioni strategiche in contesti ad alta complessità.

Le domande da porsi sono semplici, ma scomode:

La formazione nel settore vino: un Continuous Learning fondamentale

Nelle ultime settimane abbiamo deciso di approfondire il tema della formazione nel settore vitivinicolo in Italia, analizzando online l’offerta di percorsi dedicati.Il campione considerato include scuole, università e academy, con focus su programmi legati al wine management e alle competenze manageriali.

Il quadro che emerge è chiaro: l’offerta esiste, ma è frammentata e spesso poco allineata alle esigenze dei professionisti già inseriti nel settore.

In particolare:

E quindi mentre le opzioni formative non mancano, pochi percorsi riescono davvero a combinare contenuti avanzati, taglio professionale e flessibilità, lasciando scoperto un bisogno reale del settore.

Oltre l’aula: l’esperienza sul campo è sempre formazione

Va detto che la formazione più efficace non si esaurisce in aula: conta moltissimo il confronto tra pari, il contatto diretto con le aziende, il lavoro su casi reali, i progetti concreti, i momenti di immersione nel settore.

Perché imparare, soprattutto a livello manageriale, significa condividere problemi veri, non solo ascoltare soluzioni teoriche.

Ecco perché è arrivato il momento di spostare la conversazione: non solo cosa insegnare nel mondo del vino, ma soprattutto a chi e come. E va fatto ADESSO. Lo dice il mercato e lo chiedono le aziende.

Noi continueremo ad approfondire questo tema e a lavorarci.Nel frattempo, vogliamo sentire anche voi: quali competenze saranno davvero decisive per i professionisti del vino nei prossimi anni?

Scrivici: wine@wehunt.eu